Parco di Monza

Villa Mirabello

Dimora seicentesca preesistente alla creazione del Parco, Villa Mirabello è collegata scenograficamente a Villa Mirabellino attraverso un viale a doppio filare di carpini.

Secondo la leggenda la Villa sorge sulle rovine di un antico castello di proprietà dei De Leyva, nobile famiglia d'origine spagnola, da cui nacque Virginia Maria De Leyva, meglio conosciuta come la Monaca di Monza. Mirabile esempio di architettura voluta dal conte Giuseppe Durini (1612-1671), fu costruita tra il 1666 e il 1675 secondo il progetto dell'ingegner Gerolamo Quadrio, che strutturò il Mirabello con una planimetria a U attorno a due corti, una nobile e una rustica, e con il viale di carpini d’accesso in corrispondenza dell’asse di simmetria. Aperta verso il paesaggio fluviale, la villa costituisce un concreto esempio del passaggio dalla tipologia del castello/palazzo chiuso fra mura, tipico del 1400-1500, al nuovo concetto di residenza di campagna, “luogo di delizie e cenacolo di letterati”, aperta verso uno scenografico giardino, di cui si conserva tuttora l’impianto.

Il fronte principale della Villa, verso la corte d'onore, è reso evidente nella sua parte centrale da un portico su colonne a tre fornici e dal sovrastante balcone, coronato da un timpano triangolare. Due volumi laterali più bassi, leggermente sporgenti verso la corte, collegano il corpo principale alle ali laterali. Queste ultime, attraverso aperture coperte a volta, conducono alle corti rustiche, a una cappella, identificabile grazie ad una cornice in granito rosa, e alle scuderie. Ai lati del corpo centrale s’innalzano due torrette, che testimoniano le origini militari dell’edificio, adibite rispettivamente a campanile della chiesa e a belvedere. Lo scalone d'onore, con balaustra in arenaria, conduce all'ammezzato e al primo piano nobile. Gli ambienti interni sono sopravvissuti a rimaneggiamenti e cambi di destinazione d’uso e presentano ancora stucchi e affreschi con motivi architettonici ed episodi mitologici.

La pianta del nucleo centrale comprende otto sale con atrio, disposte intorno a un ampio salone da ballo che occupa tutta l'altezza dei due piani. Al piano superiore una balconata, posta lungo tutto il perimetro della grande sala da ballo, era utilizzata sia come luogo di passaggio per accedere alle camere, sia come tribuna d'onore per assistere a danze e ricevimenti. Le pareti sono interamente affrescate e il soffitto a volta presenta un medaglione centrale polilobato nel quale sono dipinti personaggi allegorici e scene mitologiche.

Attorno al nucleo più antico, già cintato a est in corrispondenza del giardino, sono stati aggiunti altri corpi di fabbrica, diversamente databili, tra i quali il cortile degli stalloni, un secondo cortile con piccolo galoppatoio a nord, una corte rustica e tre edifici sede del Monza Polo Club a sud.

Negli anni tra 1776 e 1788 divenne la residenza preferita del cardinale Angelo Maria Durini (1725-1796), che la rese luogo di cultura e di incontri mondani, tanto da commissionare anche la costruzione di un edificio poco distante, villa Mirabellino, per ospitare i suoi illustri invitati, tra i quali Giuseppe Parini e il Metastasio. Utilizzata come reposoir, luogo di feste e ricevimenti, ma soprattutto cenacolo per letterati e artisti, alla morte del Cardinale la villa venne requisita dai soldati di Napoleone e nel 1805 passò a Carlo Vimercati Sanseverino, che l’anno successivo la cedette al Governo italico perché la inserisse nel progetto generale del Real Parco di Monza, voluto dal vicerè Eugenio di Beauharnais e progettato dall’architetto Luigi Canonica.

Nel 1825 la residenza venne ritratta tra le acquaforti disegnate da Federico Lose e incise da Carolina Lose, rese celebri nella raccolta Promenade dans le Parc Impérial et Royal et dans les Jardins de Monza, almanac pour l’an 182.

Numerosi cambi di destinazione d’uso condussero nel 1920 alla gestione della SIRE, Società per l'Incoraggiamento delle Razze Equine. In quegli anni anche il prato tra le due ville Mirabello e Mirabellino venne trasformato in ippodromo, con conseguente stravolgimento della zona e soppressione del cannocchiale, oggi recuperato.

Dal 1935, quando divennero proprietari i Comuni di Monza e Milano, Villa Mirabello fu deputata a sede degli uffici amministrativi del Parco e solo negli ultimi anni l’edificio è stato dedicato a ospitare attività culturali. Nel maggio 2005, in concomitanza con i festeggiamenti per il bicentenario della nascita del Parco di Monza, il Salone centrale è stato riaperto al pubblico, dopo che importanti lavori di restauro conservativo hanno riportato al loro splendore affreschi e decorazioni.

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