Parco di Monza

Villa Mirabellino

La Villa, fortemente desiderata dal cardinale Angelo Maria Durini, fu progettata dall’architetto Giulio Galliori nel 1776, in posizione frontale rispetto a Villa Mirabello.

Villa Mirabellino è posta in posizione panoramica e scenografica, in cima al declivio che dal settore occidentale del Parco di Monza scende, con una serie di terrazzamenti, sino al Lambro. Nella sua posizione di rappresentanza, fa da contraltare architettonico alla Villa Mirabello, cui è collegata attraverso un viale di carpini foggiati a globo.

Mentre l'esterno conserva caratteristiche stilistiche neoclassiche e paramenti tardo barocchi, gli interni hanno subito forti modifiche nel Novecento. Gli unici ambienti interni in cui permangono tracce storiche sono tre saloni situati al piano terra dove sono visibili resti di affreschi e soffitti voltati.

Concepita come dependance adibita a feste e intrattenimenti colti per gli ospiti della famiglia Durini, la villa presenta un corpo centrale rialzato con ali laterali ribassate articolate attorno a un cortile. La facciata era originariamente completata da una scalinata semicircolare, non più esistente.

All'esterno, la residenza, che copre un’area di 1355 mq., si presenta come una costruzione ad U, tipicamente neoclassica. La facciata orientale, che la collega alla Villa Mirabello e al Parco attraverso un percorso in discesa, è caratterizzata da un pronao che presenta due pilastri laterali e due colonne centrali, in stile dorico. Il pronao è rialzato e sporgente rispetto al terreno e si conclude con una terrazza belvedere. Il fronte ovest, prospicente la corte d’ingresso, presenta invece un porticato (realizzato su progetto di Giacomo Tazzini), convertito in veranda chiusa con vetrate, con decorazioni a bugnato e tre grandi arcate.

Nel 1795 il Cardinale Durini donò la Villa all’amata nipote Costanza Trivulzio, che avviò una serie di lavori per farne una residenza privata. Acquisita da Eugenio di Beauharnais, vicerè d'Italia e principe di Venezia, Mirabellino divenne la residenza prediletta della giovane moglie Augusta Amalia di Baviera, che preferiva l’atmosfera intima e la quiete della piccola dimora alla chiassosa vita di corte della Villa Reale. Gli interni furono rinnovati per ospitare ricevimenti mondani e feste di famiglia, mentre gli splendidi giardini che già ornavano la struttura si popolarono di fagiani dorati, fatti giungere dalla Cina per volere della viceregina, seguendo la moda esotica diffusa all’epoca. Con Luigi Canonica, il complesso - allora noto come “Villa Amalia” – fu inoltre inserito nel progetto generale del Parco della Villa Reale tra il 1805 e il 1808.

Il ruolo del Mirabellino venne in seguito ridimensionato con il ritorno degli Austriaci e soprattutto con i Savoia, che lo declassarono a edificio funzionale alla passione venatoria del sovrano. Nel 1838, l'architetto Giacomo Tazzini, modificò la facciata in stile barocchetto, adattandola al gusto dell'epoca. Venne quindi eliminato il frontone rococò che ornava il fronte est a favore di un porticato a colonne, provenienti dalla canonica del Duomo di Milano.

Con la scelta di Vittorio Emanuele III di assegnare alcuni beni della corona al Demanio dello Stato inizia il periodo di decadenza del Mirabellino. L’edificio, destinato all’Opera Nazionale Pro Orfani Infanti di guerra, divenne sede dell'Istituto Principessa Maria di Savoia, con grandi difficoltà gestionali e il progressivo abbandono dell’intero complesso. Il suo uso nel 1942 venne in seguito dato in concessione gratuita ai Comuni di Milano e Monza.

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