Giardini Reali

Torretta

La Torretta neogotica, ideata dall’architetto Luigi Canonica, ma progettata dal suo successore Giacomo Tazzini, è una testimonianza del gusto per le rovine che trovò applicazione nei giardini ottocenteschi.

L’edificio, d’ispirazione medievale, presenta pianta rettangolare e si sviluppa in altezza su due piani, parzialmente coronati da una merlatura. Completa l’impianto architettonico una torretta alta trenta metri e provvista di belvedere superiore, anch’essa merlata. L’apparato decorativo comprende gli stemmi di Monza e degli Sforza nel prospetto sud, un bassorilievo in cotto con scene di caccia e una lapide con lo stemma degli Asburgo sul lato orientale della torretta.

Concepito come uno dei principali arredi dei Giardini Reali, il manufatto venne realizzato ad opera dell’architetto Giacomo Tazzini, succeduto a Canonica nel ruolo di architetto dei Reali fabbricati, come “finto castello con annessa torre” aderente alla moda del Gothic Revival. Progettata nel primo quarto del XIX secolo, la torretta si contrappone idealmente alla Cascina San Fedele, grazie all’espediente di un cannocchiale prospettico che prosegue idealmente fino al Portale neogotico del Parco Reale.

L’edificio, posto a dominare il paesaggio circostante sulla sommità di un lieve pendio naturale, presenta pianta rettangolare su due piani d’altezza e un portico laterale, affiancato da una torre merlata. I muri perimetrali sono in laterizio e pietra locale, il ceppo, tradizionalmente utilizzata per le architetture lombarde. I solai sono lignei e presentano nel piano interrato e nel portico volte in muratura, mentre la copertura è a falde spioventi in laterizio. La torre, alta trenta metri, presenta alla sommità un belvedere che fornisce un ottimale punto panoramico sull’area del giardino sistemata “all’inglese” già a fine Settecento, ad opera dell’architetto Giuseppe Piermarini.

Alcune fonti iconografiche evidenziano la forte suggestione che un edificio di questo genere poteva creare nell’atmosfera romantica conferita dalla sistemazione paesaggistica dei Giardini della Villa.

Un’incisione ad acquaforte intitolata La Tour dans le jardin, disegnata Federico Lose nel 1826 per la raccolta Promenade dans le Parc Impérial et Royal et dans les Jardins de Monza, riporta la torretta finalmente ultimata ed identica a come si presenta oggi. Giacché il manufatto non è citato nella seconda edizione del trattato Dell’arte de’ giardini inglesi di Ercole Silva, date alle stampe nel 1813, e non compare nella prima planimetria, di rilievo, firmata dall’architetto Luigi Canonica, la data di ultimazione dei lavori si può collocare negli anni Venti dell’Ottocento.

In effetti Canonica, dopo aver deciso di conservare la preesistente "vigna" entro l’area dei Giardini Reali, pensò di arricchire la riva del laghetto superiore con un nuovo fabbricato, registrato come "casino della vigna toscana" nel suo "Tipo dimostrante il Parco unito alla Cesarea R. Villa presso Monza nello stato a cui dovrebbe esser ridotto".

L'idea venne tuttavia portata a termine solo nel 1822, quando il suo successore Giacomo Tazzini pensò di sfruttare il fabbricato del vecchio casino toscano per realizzare un edificio "alla gotica" con torretta.

In un disegno del 1824, firmato da Tazzini, il fabbricato risulta pressoché compiuto e provvisto di portico, sala terrena e superiore, e adiacente torre a pianta circolare con scala a chiocciola, che conduce a una terrazza merlata. Si tratta di una vera e propria torre-belvedere edificata al margine dei Giardini Reali, da cui godere del vasto panorama dell’adiacente Parco di caccia.

Dalla data di ultimazione dei lavori pare che la Torretta neogotica non abbia subito alcuna modifica sostanziale, ad eccezione di quelle intraprese per l'adeguamento tecnologico di luce, gas e impianto idraulico rese necessarie per le nuove destinazioni d’uso a bar e annessa abitazione del gestore. L'edificio è stato inoltre recentemente interessato da un risanamento generale delle facciate.