Parco di Monza

Roggia della Pelucca

La Roggia della Pelucca, una volta alimentata da fontanili ora pressoché inattivi, ha avuto grande importanza per la storia della città di Monza. Oggi raccoglie le acque della Roggia del Principe.

Attorno al 1521, venne concesso al proprietario terriero Girolamo Rabia il permesso di prelevare acqua, per irrigare alcuni suoi poderi a sud di Monza, da due fontanili che ora risultano situati nell’area del Parco, e più precisamente dietro alla Fagianaia Reale, nei pressi dei Mulini San Giorgio. La roggia attraversava poi in direzione dell’attuale Mulino del Cantone e proseguiva verso il centro della città di Monza. Detta in origine “Rabia” o “Rabina”, poi “Roggia della Pelucca” dal nome di una cascina presso la quale terminava, è stata nel tempo utilizzata anche per alimentare numerose lavanderie e poi come canale per far defluire le acque di rifiuto di case private e di strutture del comune di Monza. Tra gli anni ’30 e ’50 del Novecento per una serie di cause fra cui la costruzione del campo da golf e l’abbassamento della falda freatica del territorio nord milanese, i fontanili smisero progressivamente di erogare acqua, per poi diventare del tutto inattivi alla fine degli anni ’60. Oggi nella roggia, recentemente pulita e consolidata, viene convogliata l’acqua della Roggia del Principe all’uscita dal Laghetto della Valle dei Sospiri.