Parco di Monza

Luigi Canonica

Luigi Canonica, architetto, nacque a Roveredo di Tessarete, nel Canton Ticino, il 9 marzo 1762. Studiò a Milano presso l’Accademia di Brera dove fu allievo di Giuseppe Piermarini, che influenzò notevolmente il suo primo periodo di attività, e dove divenne assistente alla cattedra di architettura fino a sostituirsi al maestro nell’insegnamento.

Nel 1797 Canonica ricevette il titolo di Architetto della Repubblica Cisalpina e gli venne affidato il suo primo incarico importante come collaboratore del Piermarini nella realizzazione degli allestimenti per la festa della Federazione.

Il suo primo progetto interessò l’area intorno al Castello di Milano che fu liberata dalle fortificazioni spagnole di Porta Tenaglia per essere completamente risistemata.

Nel 1805 il viceré Eugenio Beauharnais affidò a Canonica, che aveva già maturato esperienza nella progettazione di ‘spazi verdi’, il progetto del Parco della Villa Reale di Monza con aree boschive destinate agli svaghi venatori, ma soprattutto come una sorta di tenuta modello, finalizzata alle sperimentazioni agrarie. L'architetto ticinese, ancor prima di intervenire nei territori acquisiti al regio demanio, si occupò tuttavia di collegare visivamente e spazialmente la residenza con gli annessi giardini formali alle forme libere della progettazione informale imbastita dal Piermarini, per poi progettare cascine, mulini e rogge che alternassero alle ragioni del fasto quelle della funzionalità. L’ambizioso programma di sistemazione del Parco venne portato avanti da Giacomo Tazzini e dall’agrimensore Luigi Villoresi (in veste di Direttore dei Giardini), figlio del giardiniere Antonio Villoresi (impiegato presso la Villa Cusani Traversi di Desio) e suo collaboratore già durante i lavori intrapresi nel giardino di villa Melzi d’Eril a Bellagio (CO).

Negli anni successivi Canonica si occupò soprattutto di architettura teatrale - ampliando il teatro della Scala a Milano (1814) e ristrutturando i teatri di Cremona (1808), Brescia (1811), Mantova (1818-1822) e Sondrio (1820-1824) - e di architettura residenziale - Villa Archinto a Monza, Villa Nava a Monticello, Villa Taverna sul lago di Como, Villa Menafoglio Litta Panza di Biumo, Varese.

Dopo il coinvolgimento nella sistemazione del giardino di villa Visconti Borromeo Litta, quando il complesso residenziale di Lainate venne ampliato all’inizio del terzo decennio dell’Ottocento, la sua produzione in veste di architetto paesaggista si svolse soprattutto a Roma, nell’ambito dei lavori affidati alla Commissione per gli Abbellimenti, a cui si aggiunge il progetto per l’Orto Botanico di Pavia. La sua copiosa attività nell’edilizia pubblica e privata si concluse a Milano il 7 febbraio 1844.