Villa Reale

La Cappella Reale

Si tratta di una vera e propria chiesa, tonda a croce greca, inserita in un perimetro esterno di forma quadrata, e dedicata all’Immacolata. Piermarini dispose la sua collocazione all’esterno della Villa, nel punto di snodo tra l’ala sinistra del corpo centrale e lo sviluppo delle ali basse verso settentrione.

Una volta a vela rinforzata da quattro costoloni che convergono in un oculo centrale privo di lanternino dimostra gli studi di questo architetto sulla stabilità delle coperture a cupola.

L’interno della chiesa è molto scenografico e ricco di stucchi, fregi e rosoni attribuiti all’Albertolli. Una serie di colonne e lesene corinzie scandiscono gli altari e le nicchie. L’altare maggiore, sopra il quale è collocata una pala raffigurante la Vergine immacolata, è inserito in un tempietto formato da colonne corinzie sormontate da un timpano forgiato da ovoli e listelli. Le nicchie sono occupate da statue di santi.

Sorta contemporaneamente alla Villa Reale, la Cappella di Corte è stata collocata dall’architetto Giuseppe Piermarini nel punto di snodo tra l’ala settentrionale ed il rustico delle cucine, contrapponendosi alla simmetrica Cavallerizza.

La Cappella Reale presenta una pianta a croce greca inserita in un perimetro esterno di forma quadrata, e dedicata all’Immacolata. Sull’impianto di base s’imposta una volta a vela cassettonata rinforzata da quattro larghi costoloni che, partendo dai pilastri angolari, convergono nell’oculo centrale; qui ritroviamo le lesene corinzie del Salone da Ballo che nei punti staticamente più delicati si trasformano in semicolonne. Piermarini dispone nei quattro vani, agli angoli della croce, gli ambienti necessari alla funzionalità della chiesa come la sagrestia, l’ingresso principale, la scaletta che conduce alla tribuna dell’organo (costruito dai fratelli Serassi di Bergamo) tuttora funzionante e i coretti per la famiglia arciducale. La ricchezza decorativa interna studiata dal Piermarini e è stata tradotta in stucco da Giocondo Albertolli. Le opere pittoriche sono attribuite a pittori lombardi del Seicento e Settecento attivi a Monza: la pala d’altare maggiore con l’Immacolata è attribuita a Stefano Maria Legnani detto il Legnanino; a Filippo Abbiati la Crocifissione con i Santi Bernardo e Benedetto e a Giovanni Maria Arduino la Salita al Calvario.

Come tutte le cappelle di una certa importanza anche nella cappella Reale è presente un organo, sebbene invisibile.