Villa Reale

Il serrone

Progettato dall’architetto Piermarini nel 1790 per ospitare agrumi e piante esotiche, o rare, il Serrone è accessibile dal cortile d’onore della Villa Reale, attraverso il roseto. Grazie a un generale intervento di recupero, avviato nel 1985, ospita rassegne d’arte moderna e contemporanea.

L’Orangerie (chiamata anche citroneria) della Villa Reale di Monza fu creata come serra destinata al ricovero degli agrumi in vaso durante la stagione invernale, già all’epoca dell’architetto Piermarini. L’edificio, citato per la prima volta da Ercole Silva nel suo trattato, venne inaugurato con l’adiacente Rotonda affrescata da Andrea Appiani, in occasione del ventesimo anniversario di matrimonio di Ferdinando d’Asburgo con Maria Beatrice Ricciarda d'Este.

 Il Serrone è l’unica serra giunta fino a noi tra quelle documentate dalle fonti per il ricovero delle preziose raccolte botaniche monzesi, implementate tra il 1818 ed il 1848 ad opera dell’arciduca Ranieri, con orchidee, camelie, azalee, rose e collezioni di piante provenienti dalla Nuova Olanda.

Collocato lungo il cortile d’onore, al termine dell’ala settentrionale della Villa Reale, l’edificio gode di luce solare nell’arco dell’intera giornata, grazie ai ventisei finestroni ad arco, scanditi da paraste, esposti a meridione e al portone arcuato verso il roseto.

L’edificio, lungo 100 metri, largo 6 e alto 7, è in laterizio intonacato e conserva le capriate lignee, mentre il pavimento in cotto ha sostituito l’originario selciato naturale. Dopo i primi interventi di manutenzione seguiti dal giardiniere Villoresi sotto la direzione dell’architetto Canonica, altri lavori furono intrapresi all’epoca del Tazzini. In occasione degli ultimi restauri, gli spazi interni sono stati destinati a manifestazioni culturali ed esposizioni temporanee d’arte moderna e contemporanea. Per tale motivo, la struttura è stata dotata di un sistema di pannelli modulari scorrevoli che si prestano alle diverse esigenze.