Villa Reale

Giuseppe Piermarini

Giuseppe Piermarini compì la propria formazione architettonica a Roma come allievo di Luigi Vanvitelli, che coadiuvò nei lavori della Reggia di Caserta. Giunto a Milano nel 1769 a seguito del maestro, divenne presto “Architetto camerale” e “Ispettore generale delle Fabbriche dello Stato” e nel 1776 insegnante di architettura all’Accademia di Brera. Autore di opere per l’Arciduca Ferdinando (tra cui il rinnovamento del Palazzo di Corte e il progetto della villa suburbana di Monza) e di numerose fabbriche pubbliche, si dedicò anche all’edilizia privata, progettando i palazzi Belgioioso (1773-75), Greppi (1772-78), Moriggia e Casnedi a Milano, nonché alla ristrutturazione della villa Borromeo a Cassano d’Adda (1781).

A lui si devono anche il rinnovamento dell’assetto urbano di Milano e il disegno per il Teatro della Scala. Gli interventi di Piermarini nel settore della progettazione dei giardini

Gli anni compresi tra il Piano della Cavalchina e l’avvio della sistemazione a verde di porta Orientale vedono  il Piermarini impegnato a diverso titolo nella progettazione lo vedono impegnato in diverse opere tra cui: la sistemazione a verde dell’area prospicente il corso di Porta Orientale e dell’Abbazia di San Dionigi, e la progettazione di fabbricati e attrezzature per giardini a partire dalla collaborazione nella realizzazione delle serre dell’Orto botanico di Brera, fino alla sistemazione dei giardini di Villa Borromeo a Cassano d’Adda e di Villa Perego di Cremnago presso Inverigo.

Il principale intervento in questo campo fu in ogni caso quello realizzato nei giardini annessi alla Villa Reale di Monza, che risalgono agli anni 1777-1780 (seppure perfezionati sino al 1791).

Nella creazione di un sistema di spazi a verde di diversa dimensione e morfologia, la grande novità del giardino all'inglese venne colta da Ercole Silva, trattatista e amico dell’architetto, che nell'Elogio dell'architetto Giuseppe Piermarini, edito a Monza nel 1811, gli riconobbe “[…] il vanto di essere stato il primo tra noi a dare saggio de' giardini inglesi, giacché i primi pezzi comparsi in tale genere nel nostro paese sono stati quelli tuttavia esistenti, da lui eseguiti nella villa Imperiale di Monza".
Con l’arrivo dei Francesi a Milano (1796) fu esonerato da tutti gli incarichi istituzionali, al punto da ritirarsi nella nativa Foligno dove morì nel 1808.

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