Parco di Monza

Giacomo Tazzini

Giacomo Tazzini Architetto

Architetto di corte e consigliere presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, Giacomo Tazzini intervenne in alcuni importanti cantieri ottocenteschi (il rinnovamento della cappella Borromeo in Santa Maria Podone nel 1827 ca., il Salone d’Oro nel palazzo della Società del Giardino nel 1830, il teatro Fiandro) e nell’edilizia privata.

Come “Ispettore delle Fabbriche del Reale Palazzo di Milano e uniti” – carica che ricoprì dal 1812 – si occupò dell’ampliamento del Palazzo Reale di Milano e assunse la direzione dei lavori intrapresi nella Villa Reale di Monza.

In effetti, la sua attività si svolse soprattutto a Monza, all’interno del vasto territorio che comprendeva proprietà dei conti Durini e dei conti della Martesana, cascine, mulini e altri fabbricati rurali o residenziali. Nel 1814 fu nominato “Architetto Assistente dei Cesarei Fabbricati” del complesso monzese a fianco di Luigi Canonica. I due professionisti collaborarono dal 1816 al 1824, anno in cui Giacomo Tazzini assunse la direzione dei lavori come “Ispettore degli II.RR. Fabbricati di Corte” o “Architetto dei Regi Fabbricati”, occupandosi di alcuni edifici rurali, del vivaio, delle serre e degli arredi del giardino. Oltre a queste opere, la critica attribuisce a Tazzini anche la planimetria generale del parco, priva di firma e di data, in cui è registrata una variante alla prima proposta di Canonica per l’approvvigionamento idrico del laghetto situato nel giardino all’inglese compreso tra la villa e il Lambro.  Gli altri disegni rinvenuti presso l’Archivio della Soprintendenza milanese si riferiscono invece a specifiche aree del parco (di pertinenza della Cascina Casalta, dei Molini Asciutti e della Cascina Cernuschi), al vivaio, alle nuove serre e alle architetture del giardino che, in sintonia con la nuova moda importata dall’Inghilterra, l’architetto intendeva fondere paesaggisticamente con le forme libere della vegetazione.

Negli ultimi anni di vita, Tazzini si occupò soprattutto d’interventi di ristrutturazione, integrazioni e aggiunte architettoniche agli edifici progettati da Canonica. Ancora nel 1858, come Ispettore e Architetto dei Fabbricati della Corona, lavorò all’adattamento delle cascine San Fedele, del Sole, Costa Alta e Bassa per l’accoglienza dei cacciatori.