Tav. XXXV, Veduta del laghetto della R. Villa presso Monza, E. Silva, Dell’arte de'giardini inglesi.
Giardini Reali

Ercole Silva

Personaggio di spicco nella Milano di fine Settecento, Ercole Silva fu uomo di cultura umanistica e antiquaria, studioso di diritto e di arte, ma soprattutto raffinato bibliofilo e grande collezionista, frequentatore dei più famosi intellettuali e scienziati dell’epoca, da Parini a Manzoni, dai fratelli Verri a Beccaria, al matematico Paolo Frisi.

Dopo aver ereditato la residenza di Cinisello dallo zio Donato [Ferdinando Antonio] (1690-1779), decise di rinnovare l’impianto del giardino secondo lo stile “all’inglese” al rientro da un lungo viaggio in Europa (1783-1787), cui prese parte anche l’arciduca Ferdinando d’Asburgo, già ospite del Silva nell'agosto del 1772, assieme alla consorte e alle figlie.

Curioso ed erudito ricercatore, Ercole Silva scrisse e pubblicò parecchie opere, imputandole spesso, per modestia, al suo biografo Cesare Rovida. Sebbene la principale sia, senza dubbio, il trattato Dell’Arte de’ Giardini Inglesi, pubblicato nel 1801 e riedito nel 1813, si ricordano l’articolo Sulla Robina Pseudo-Acacia, pubblicato nel 1808 nel "Giornale della Società d’Incoraggiamento delle Scienze e delle Arti stabilita in Milano", e la Descrizione della Villa Silva in Cinisello, data alle stampe nel 1811, in cui sono elencati tutti i particolari del “giardino pittorico” sperimentato nella sua residenza.

Tuttavia, il conte Ercole non si limitò a mettere in atto i princìpi del “nuovo stile” presso il suo giardino, ma «pose la sua sapienza al servizio anche di altri aristocratici interessati, come lui, al “gusto moderno”, quali i Gallarati Scotti a Oreno, i Cusani a Desio e, a dare ascolto a Cesare Rovida, suo biografo, partecipò anche alla progettazione del parco della villa di Ludovico Barbiano di Belgioioso a Milano (divenuta successivamente Villa Bonaparte e poi Reale)…».  Quale amico dell’arciduca, dovette inoltre avere un ruolo perlomeno di consigliere, in occasione della sistemazione “all’inglese” dei giardini della villa di Monza, ad opera dell’architetto Giuseppe Piermarini, del quale scrisse un accorato elogio nel 1811.

Dopo essere stato socio della Società del Giardino, direttore decennale del Regio Teatro della Scala, conservatore della Regia Accademia di Ballo di Milano e membro del Corpo Accademico dell'Accademia di Brera, passò gran parte della vecchiaia nella sua Villa di Cinisello Balsamo, curando l’ampliamento della cospicua biblioteca, riordinando ed accrescendo il museo di storia naturale ed il gabinetto delle antichità. Morì il 26 ottobre 1840 lasciando la propria eredità al nipote Girolamo Ghirlanda, figlio della sorella Teresa, a condizione che conservasse il cognome Silva, che in effetti passò al pronipote Carlo Ghirlanda Silva.