Parco di Monza

Cascina San Fedele

Cascina San Fedele sorge su un’altura naturale che permette di spaziare su un vasto panorama verso Villa Mirabello, con il viale dei carpini e l’area dell’ex ippodromo. L’edificio, ispirato alla moda del Gothic Revival, fu progettato dall’architetto Luigi Canonica in posizione idealmente contrapposta alla torre neogotica dei Giardini Reali.

Per la sua posizione rilevata e il ricco apparato decorativo in stile eclettico, Cascina San Fedele costituisce uno dei soggetti più diffusi nelle raccolte litografiche dedicate ai monumenti cittadini, o negli almanacchi ottocenteschi. Il prospetto principale, arricchito da bifore con cornici marmoree e colonne tortili, fu realizzato utilizzando alcuni reperti provenienti dalla Chiesa di Santa Maria di Brera, chiusa al culto nel 1808 per volere di Napoleone e destinata a divenire il primo nucleo della nascente Pinacoteca di Brera. Alla demolizione della splendida facciata trecentesca, opera di Giovanni di Balduccio da Pisa, prese parte anche l’architetto Luigi Canonica. In qualità di membro della Commissione d’Ornato, Canonica poté utilizzare alcuni frammenti scultorei reperiti in cantiere nella Torre gotica di Villa Tittoni Traversi di Desio e negli apparati decorativi della Cascina San Fedele del Parco Reale, progettata e realizzata entro il primo decennio del XIX secolo.

I locali interni prevedevano al piano terra la cucina con grande forno, il pozzo, il lavatoio e sul retro le stalle, la latrina e i pollai. Al piano superiore le camere da letto, il fienile con il ripostiglio e la scala di collegamento, con torretta centrale provvista di belvedere sul panorama circostante.

Idealmente contrapposta alla Torretta Neogotica, progettata dallo stesso architetto nei Giardini Reali, la cascina si colloca all’inizio di un cannocchiale prospettico che in seguito fu prolungato fino al portale realizzato nel medesimo stile neogotico.

I primi interventi sull’edificio si devono all’architetto Giacomo Tazzini, subentrato al Canonica in qualità di Ispettore e Architetto dei Fabbricati della Corona. Nel 1858 Tazzini si occupò infatti dell’adattamento di alcune cascine per l’accoglienza dei cacciatori, interpretando voleri ed interessi venatori di Massimiliano d’Austria, che in quegli anni risiedeva con la sua corte presso la residenza monzese. Con la più recente risistemazione, dettata dall'esigenza di prevedere nuove destinazioni d’uso, la cascina ha iniziato ad ospitare colonie estive, attività didattiche e manifestazioni. 

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