Cascina Frutteto
Parco di Monza

Cascina Frutteto

Cascina Frutteto, progettata dal Canonica a inizio XIX secolo, attuale sede della Scuola Agraria del Parco di Monza, era originariamente disposta al centro di un frutteto progettato a forma di losanga, recentemente recuperato.

Il nome dell’edificio è da riferire alla coltivazione specifica che attorno ad esso veniva effettuata: il cosiddetto frutteto matematico registrato nelle varie tavole dedicate al R. Parco di Monza a partire dalla metà del primo decennio del XIX secolo. Progettata da Luigi Canonica come abitazione di “due massari”, era destinata a due nuclei famigliari, come si può evincere dalla distribuzione dei locali, disposti simmetricamente ai lati dell’androne d’ingresso. La struttura, tipicamente lombarda, presenta paramenti murari in stile neoclassico e torretta belvedere.

In generale, il complesso mantiene inalterati i volumi e i prospetti, così come li aveva pensati l’arch. Luigi Canonica, con edificio principale a due piani e corpo centrale sopraelevato dotato di torretta con colonne collegate e balaustra in ferro, affiancato da due coppie di fabbricati di dimensioni minori, posti lateralmente. La facciata principale presenta un ampio porticato ad archi delimitati da colonne quadrate in materiale fluviale che unisce l’edificio principale a quelli laterali, mentre il prospetto nord è caratterizzato da portale a doppia altezza concluso da un arco a tutto sesto ed una successione di finestre di piccole dimensioni.

La distribuzione interna prevedeva a pianterreno l’ampio androne, con cucina, forno, magazzino e cantina per l’abitazione del primo “massaro” sulla sinistra, e cucina, magazzino, camera e cantina sulla destra, destinati alla seconda famiglia impiegata presso il complesso rustico-residenziale.

Gli edifici laterali ospitavano la stalla, voltata, per le vacche, separata da quella per i buoi, a cui erano annessi porcile e pollaio, mentre al primo piano due corridoi introducevano alle camere e collegavano il granaio e la bigattiera del secondo piano.
Allo scopo di accogliere la sede e i locali destinati all’insegnamento, la cascina è stata interessata da un rispettoso intervento di restauro che ha mantenuto i volumi e il disegno dei prospetti originari, permettendo gli adeguamenti impiantistici necessari per le nuove funzioni.

Originariamente progettata al centro di uno spazio circolare con orientamento nord-sud, la cascina presentava due aie delimitate da spazi semicircolari dedicati all’orto, a loro volta circondati da un filare circolare di alberi, una strada, una roggia, un altro filare che si interrompeva in corrispondenza degli otto viali lungo i quali proseguiva formando un disegno a raggiera e dove era prevista la coltivazione degli alberi da frutta.

Collegamenti: