Tav. XXXVII,  Antro di Polifemo nella suddetta villa, E. Silva,  Dell’arte de'giardini inglesi.
Giardini Reali

Antro di Polifemo

Cavità realizzata artificialmente, che ripropone un antro naturale ispirato al luogo in cui si addormentò il gigante Polifemo, ingannato da Ulisse.

Oltrepassati la grotta belvedere e la cascatella, il sentiero prosegue dritto verso settentrione. Nell’area centrale a prato, sulla destra è possibile scorgere una sorta di orrido, un pittoresco antro naturale ricavato tra rocce e vegetazione arbustiva, che in origine doveva essere più ricca e folta. Il nome assegnato a questo luogo, citato per la prima volta nel trattato di Ercole Silva, potrebbe far riferimento alla pittoresca terra dei Ciclopi, posta alle pendici dell'Etna, ove è collocato il famoso antro. Lo stesso Polifemo è stato assimilato da alcuni studiosi al vulcano, che non a caso risiede in un cratere tondeggiante. In alternativa, il trattatista potrebbe aver voluto fare allusione alla forza bruta del gigante piegata dall’intelligenza del giovane Ulisse, così come la Natura può essere guidata dalla mano di un sapiente giardiniere.

La cavità costituisce in ogni caso uno dei tanti punti focali dei giardini inglesi che, come specifica il Silva, offrono l’opportunità di molteplici vedute, a fronte dello scontato e prevedibile impianto del giardino formale, che può essere percepito in un unico sguardo, attraverso la prospettiva centrale.

Proseguendo oltre un piccolo bosco di tassi, il sentiero si biforca e da un lato prosegue verso il laghetto, oltrepassando il portale di un muro in rovina, mentre dall’altra raggiunge un’altura, con la torretta neogotica.